Non sapere cosa troverò è già un buon motivo per partire

martedì 9 giugno 2026

“Mio padre era litografo. Lavorava su una macchina che si chiamava “Quattro colori”, la più potente che esistesse allora per la stampa. In un unico passaggio, tutti e quattro i colori permettevano ogni combinazione possibile. Da bambino andavo a trovarlo il sabato, di pomeriggio: guardavo uscire da quella macchina volantini, manifesti, opuscoli, cartelloni. 𝗛𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗹’𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗹𝗼.

Quando ho aperto il mio studio pubblicitario a vent’anni, l’ho chiamato Quattrocolori. Era un omaggio, e insieme un programma: 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼.

La passione per la pubblicità si è poi sposata con quella per la tecnologia. Piano piano la pubblicità è diventata digitale, e io ci sono andato dentro. Oggi il 99% delle mie attività è online. Mi occupo di consulenza per le aziende e di formazione su temi di intelligenza artificiale e digital marketing per camere di commercio e Confindustria.

𝗜𝗹 𝗺𝗼𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗶𝗼𝘀𝗶𝘁𝗮̀.

Questo lavoro mi porta in un’ora nel settore automotive e un’ora dopo nella moda, poi nel medicale, poi nella pasticceria. Ogni settore ha le sue domande, le sue logiche, le sue persone, che io non mi stanco mai di conoscere.

Nelle formazioni mi chiedono spesso: non hai paura di dire troppo? Di essere sostituito da qualcuno che prende i tuoi strumenti e li usa al tuo posto? La mia risposta è sempre la stessa: possono prendere gli strumenti, la teoria, i metodi. Ma 𝗹’𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗶 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗿𝘂𝗯𝗮, perché plasma il lavoro in un modo che non puoi replicare.

A ricordarmelo è stata la mia bisnonna. Stava per compiere cento anni, mancavano solo sei mesi al suo compleanno quando è andata via. Scherzando con nipoti e pronipoti, a un certo punto disse: sapete cosa mi rammarica di più? Che non posso più imparare nulla da questa vita. Se ci pensi, è una frase fortissima. 𝗢𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼, 𝘀𝗲 𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗶, 𝗽𝘂𝗼𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼. 𝗣𝗶𝘂̀ 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗶, 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝘂𝗼𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗲𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶.

𝗛𝗼 𝘂𝗻 𝗯𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗴𝗶𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗶𝗹𝗶𝗰𝗼𝗻𝗲. Lo distribuisco alle persone che incontro: colleghi, clienti, un rappresentante commerciale che tutte le mattine sale in macchina e fa chilometri. Sul cartoncino con cui lo regalo c’è scritto: guarda quanto è semplice, ti stai guardando il polso e stai sorridendo. Mi arrivano foto e messaggi di buongiorno da persone che lo indossano. Non so se cambia qualcosa in modo misurabile, però 𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻 𝘀𝗼𝗿𝗿𝗶𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝘃𝗮𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮.

𝗜𝗹 𝗴𝗶𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲, lo trovi nel sito, nei profili social, nel braccialetto. Non è un dettaglio estetico. 𝗘̀ 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼: 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗲𝗻𝘁𝘂𝘀𝗶𝗮𝘀𝗺𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮, 𝗴𝗶𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝗻𝗴𝗼𝗹𝗼 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼𝘀𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗼.

𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗼 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗲𝗿𝗼̀ 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗮𝗻𝗴𝗼𝗹𝗼, 𝗲𝗱 𝗲̀ 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗶 𝗳𝗮 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲.”

 

Antonio Mariggiò è formatore per The Vortex e 24Ore Business School.

Antonio è stato formatore nell’incontro tenutosi lo scorso 21 aprile presso la Camera di Commercio di Foggia, nell’ambito del progetto Job Digital Lab.