In un'epoca in cui le risposte sono ovunque, rapide, fluide, ben scritte, la vera competenza è un'altra: 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗮𝗽𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗼𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲. Perché i sistemi di IA generativa non sono progettati per produrre verità, ma plausibilità linguistica. Se non impariamo a gestirle, rischiamo quella che Walter Quattrociocchi, direttore del Center of data science and complexity for society dell’Università Sapienza di Roma, chiama 𝗲𝗽𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗶𝗮: l'illusione di sapere, solo perché le parole sono corrette e convincenti. È in questo scenario che 𝗝𝗼𝗯 𝗗𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹 𝗟𝗮𝗯, 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮 realizzato da 𝗜𝗡𝗚 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 e 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗗𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲, inaugura la sua 𝘀𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 con un messaggio potente: 𝗗𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲, 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲. Da una parte la responsabilità di chi progetta e diffonde tecnologie; dall'altra la consapevolezza di chi le utilizza ogni giorno per lavorare, apprendere, comunicare. 𝗜 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲 Dal 2020 a oggi, Job Digital Lab ha formato oltre 31.000 persone in più di 170 sessioni formative. Il 90% dei partecipanti dichiara di aver migliorato le proprie competenze digitali grazie al programma; la stessa percentuale afferma di aver acquisito maggiore sicurezza nel mondo del lavoro. 𝗟'𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮 𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝟳.𝟬𝟬𝟬 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝗴𝗲𝗿𝗻𝗲 𝟮𝟬𝟬.𝟬𝟬𝟬. Un obiettivo ambizioso, sostenuto da un'offerta formativa rinnovata che si articola su tre filoni tematici: empowerment femminile, digitale per l'inclusione e la disabilità, consapevolezza ed educazione al digitale. 𝗟𝗲 𝗻𝗼𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 • Webinar dedicati allo sviluppo di competenze digitali, soft skill e consapevolezza nell’uso delle tecnologie; • Contenuti di microlearning per un apprendimento continuo, flessibile e accessibile a tutti; • Eventi territoriali per le PMI, realizzati con Camere di Commercio e reti locali, con le donne dell’innovazione come protagoniste; • Percorsi di imprenditorialità ed [...]