Spostare lo sguardo un centimetro più in là.

sabato 7 marzo 2026

“Dare il mio contributo a questo mondo e tentare di migliorarlo: è il motivo per cui mi allaccio le scarpe ogni mattina.

La mia vita si può sintetizzare in due parole: 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐨. Ho cominciato a lavorare mentre studiavo, in Puglia, per una società di Milano di telemarketing, a cui è seguita un’agenzia di lavoro interinale. Un pezzo alla volta, senza sapere ancora cosa stavo costruendo.

𝐏𝐨𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐞𝐭𝐭𝐚. Mi sono separata, l’azienda è fallita, mi sono ritrovata sola con una bambina di un anno. Non avevo ancora trent’anni.
Da fuori sembra un crollo, da dentro era il punto di partenza.
Ho scelto Torino e ho ricominciato.
Ho fatto l’esame di Stato da dottore commercialista, ho intrapreso la libera professione e mi sono resa conto che quel lavoro non era nelle mie corde.

𝐅𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟎𝟕 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐢 𝐞̀ 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐒𝐲𝐬-𝐓𝐞𝐤, un’azienda IT in vendita. Un cliente che mi aveva chiesto una valutazione poi ha deciso di non comprarla.
Ho passato tutto agosto a pensarci: perché non la compro io?
Tutti dicevano no: i miei amici, i miei genitori, una banca che li voleva come garanti.
Ho trovato una banca più lungimirante, e prima di firmare ho chiesto ad Angela, mia figlia, otto anni. Mi ha risposto con la precisione delle cose vere: «𝐒𝐞 𝐜𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢, 𝐞̀ 𝐯𝐞𝐫𝐨.»
Avevo tre anni per saldare il debito. L’ho fatto in uno e mezzo.
L’azienda era piccola, sette, otto persone. Ora siamo tra i venti e i venticinque.
Ho imparato che avere una squadra significa dedicare tempo agli altri. Anche quando devi prendere le decisioni più difficili, vale la stessa regola: siamo esseri umani, parliamoci.

𝐈𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐢 𝐡𝐚 𝐦𝐚𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐚.
Ho avuto quattro capi.
Il primo eccezionale, l’ho tenuto come modello.
Il secondo e il terzo come contro-modello: quando entravano loro, calava il silenzio. L’aria cambiava.
Il quarto e ultimo, sono io.
Stamattina sono entrata in ufficio e non mi ha considerato nessuno. Chi parlava ha continuato a parlare, chi si faceva il caffè ha continuato a farselo. Ho detto buongiorno due volte. Ho sorriso. È esattamente quello che volevo: un posto dove si lavora bene senza che nessuno debba stare sull’attenti.
Per lavorare bene quella roba non serve.

Anni addietro, a un giovane collega che lamentava di non avere una macchina di rappresentanza di prestigio, risposi che dal cliente non ci si va con l’auto di lusso, ma con la 𝐭𝐫𝐚𝐜𝐨𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚. Al liceo scientifico avevo una professoressa di lettere che ci massacrava con Dante. Noi protestavamo: eravamo lì per i numeri. Lei rispondeva: «Voi non siete nati per essere dei caproni.» Aveva ragione.

𝐀 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐡𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧 𝐯𝐚𝐬𝐨. 𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐧𝐞 𝐡𝐚 𝐮𝐧𝐨, 𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐥𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞. 𝐋𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐚𝐟𝐟𝐢𝐨 𝐢 𝐦𝐢𝐞𝐢, 𝐚𝐧𝐧𝐚𝐟𝐟𝐢𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨. 𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢𝐦𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐦𝐞 𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨: 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐨’ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐧 𝐥𝐚̀.

Un’amica mi chiama 𝐬𝐮𝐫𝐟𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐨𝐧𝐝𝐞 𝐚𝐧𝐨𝐦𝐚𝐥𝐞: le onde anomale non si scelgono, ma si può imparare a starci sopra.”

Rosanna Ventrella Grimaldi è amministratore unico di Sys Tek srl e Presidente CNA Torino.
Rosanna parteciperà all’evento “Imprenditoria, intelligenza artificiale e la necessità di porsi le giuste domande”, che si terrà a Torino il prossimo 11 marzo 2026.