Restare per connettere: quando il digitale ti riporta a casa.

martedì 10 febbraio 2026

“A tredici anni creavo siti web per personaggi dello spettacolo. Non lo racconto mai, neanche sul curriculum, però è lì che è cominciato tutto: davanti a uno schermo, con la sensazione che il mondo fosse a portata di un clic.

Sono siciliana, di quella Sicilia che tutti danno per scontato tu debba lasciare. Anche i miei genitori ne erano convinti. Io stessa lo ero: avevo già un accordo per Los Angeles. Invece sono ancora qui: il giorno in cui sono partita per Agrigento, avevo il passaporto in borsa.

Quell’aereo per l’America non l’ho mai preso.

Prima però c’è stato un giro lungo. Liceo socio-psico-pedagogico, poi la laurea in economia e management, i business plan, una competition mondiale vinta con il mio team. Il progetto che ci aveva fatto vincere? Aveva un cuore digitale, e io non me n’ero nemmeno accorta. A volte i punti li unisci dopo, come dice qualcuno.

Poi succede la meraviglia. Undici anni fa vinco una borsa di studio di Google e finisco a lavorare in Camera di Commercio ad Agrigento.

Il compito è digitalizzare il territorio. Il mio territorio. Quello da cui stavo per andare via.

Con Google abbiamo fatto il lancio globale della digitalizzazione della Valle dei Templi. Quel giorno, sotto la scritta Google nella home page, in tutto il mondo, c’era il mio progetto. Una roba pazzesca, a dirla con le parole giuste.

Oggi coordino il Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Palermo ed Enna. Aiuto le imprese che fanno fatica davanti alla doppia transizione, digitale ed ecologica. Sono al loro fianco, cerco di indirizzarle. E quando una piccola azienda che durante il Covid stava per abbassare la saracinesca riesce a tenerla su perché ha digitalizzato i suoi processi, ecco: quello è il motivo per cui mi allaccio le scarpe ogni mattina.

𝗜𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗲̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼 𝘂𝗻 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲𝗺𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲, 𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗶 𝘀𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗲 𝗻𝗲𝗺𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮. 𝗘𝗽𝗽𝘂𝗿𝗲, 𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲𝗺𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗼.
Il digitale è misurabile, nessuno ti può dire che non l’hai fatto. Ma il valore vero non sta nei numeri: sta nelle persone che riescono a restare in piedi.

Mi chiedono spesso come si fa a rimanere umani, con tutta questa tecnologia addosso. 𝗜𝗼 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗶 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘃𝗶𝗮 𝘀𝗶𝗮 𝗹’𝗲𝗺𝗽𝗮𝘁𝗶𝗮. E l’empatia si allena. Si allena stando un po’ più in silenzio, ascoltando prima di parlare, ricordandosi che dietro ogni schermo c’è una persona. Spesso scopri che abbiamo quasi tutti gli stessi problemi. 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗼𝗻𝗼.

𝗦𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗶 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗶𝗲𝗹𝗼. 𝗘 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗺𝗺𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮𝗿𝗰𝗲𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼.”

Giusi Messina è Digital Specialist e coordinatrice del Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Palermo-Enna.
Giusi è stata la formatrice del webinar “Dal dato alla strategia: trasformare informazioni in scelte concrete”.